Viviamo in un mondo sempre più globalizzato, dove la conoscenza di più lingue non è solo un vantaggio, ma spesso una necessità. Il bilinguismo, in particolare, rappresenta una risorsa preziosa che apre porte a nuove opportunità lavorative, culturali e sociali. Tuttavia, per i genitori italiani che vivono all’estero, insegnare l’Italiano ai propri figli può rivelarsi una sfida ardua, anche se si tratta della lingua parlata da mamma e papá.
Fanno quasi tenerezza i bambini che all’etá di 6 anni parlano inglese meglio dei genitori e che tentano di parlare Italiano in modo un pó maccheronico.
LA SFIDA DEL BILINGUISMO
Quando una famiglia italiana si trasferisce in un paese anglofono, il desiderio è di garantire ai figli un bilinguismo perfetto: una padronanza sia della lingua italiana che di quella inglese. Questo obiettivo, sebbene nobile, è tutt’altro che facile da raggiungere. Il contesto sociale e scolastico infatti favorisce inevitabilmente l’uso della lingua locale, l’inglese, a scapito dell’italiano.
L’IMPATTO DELLA SCUOLA E DELLA COMUNITÁ
Le scuole nei paesi anglofoni, pur offrendo programmi per l’apprendimento dell’italiano come lingua straniera, non possono sostituire l’immersione linguistica che si avrebbe vivendo in Italia. Gli amici, le attività extrascolastiche e i media locali sono prevalentemente in inglese, creando un forte sbilanciamento linguistico. In questo contesto, i bambini possono sentirsi più inclini a parlare in inglese anche a casa, specialmente se notano che è la lingua preferita dai loro coetanei.
L’età più delicata è quella tra i 3 e i 5 anni e il problema più comune è la situazione in cui il bambino inizia a rispondere in inglese al genitore che gli parla in italiano. Spesso i genitori pensano che questa sia solo una fase e lasciano correre, ma questo dialogo in due lingue diventa velocemente un’abitudine e già dopo 6 mesi inizia ad erodere la conoscenza e la comprensione della lingua di casa senza che i genitori se ne rendano neanche conto.
I bambini infatti sviluppano la capacitá di intuire il senso delle frasi collegato al contesto casalingo e puó capitare che poi quando vengano inseriti in un contesto diverso, per esempio in una classe di Italiano, non riescano a cogliere il significato di quelle stesse frasi in un contesto sconosciuto
Il secondo campanello d’allarme è quando è proprio il bambino a chiedere al genitore di poter parlare in inglese. In questo caso capiamo che il bambino prova una tale difficoltá nel comprendere quello che il genitore dice che anche il rapporto genitore-figlio inizia a essere disturbato dalla lingua.
E cosi facendo anche sviluppare le competenze linguistiche della lingua italiana diventa sempre piú difficile.
STRATEGIE PER IL SUCCESSO
Per superare queste difficoltà, i genitori possono adottare diverse strategie:
- Dare prioritá all’Italiano nei primi 4 anni di vita: il tentativo è quasi quello di “proteggere” il bambino dall’influenza inglese. L’inglese diventerá molto facilmente la lingua dominante del bambino non appena inizierá la scuola.
- Creare Routine Linguistiche: Stabilire momenti della giornata dedicati esclusivamente alla lingua italiana, come la lettura della buonanotte o i pasti in famiglia e dedicare almeno un’ora al giorno al dialogo in italiano.È importante esporre il bambino a un dialogo attivo, fatto di domande e risposte: non basta far ascoltare un dialogo tra i genitori o far guardare loro cartoni animati in Italiano.
- Viaggiare in Italia: Se possibile, organizzare viaggi regolari in Italia per immergere i bambini nella lingua e nella cultura del paese d’origine.
- Partecipare a Comunità Italiane: Frequentare gruppi di italiani all’estero, partecipare a eventi culturali e festeggiare le tradizioni italiane può rafforzare il legame con la lingua e la cultura italiana. >> ENTRA A FAR PARTE DI ITALINGO
IL SUPPORTO EMOTIVO
È importante ricordare che il bilinguismo non deve diventare una fonte di stress né per i genitori né per i bambini. Celebrando i piccoli successi e mantenendo un atteggiamento positivo, si può rendere l’apprendimento di una seconda lingua un’esperienza piacevole e arricchente. I genitori dovrebbero evitare di fare confronti con altre famiglie e riconoscere che ogni bambino ha il proprio ritmo di apprendimento.
PER CONCLUDERE
Insegnare l’Italiano ai figli mentre si vive all’estero è una sfida che richiede dedizione, creatività e pazienza. Tuttavia, i benefici del bilinguismo superano di gran lunga le difficoltà. I bambini che crescono bilingui non solo acquisiscono competenze linguistiche, ma sviluppano anche una maggiore sensibilità culturale e una mente aperta. Per i genitori italiani, il bilinguismo rappresenta un ponte tra due mondi, unendo il passato con il futuro e offrendo ai propri figli una ricchezza inestimabile.


